I nuovi guardiani di internet

22/10/2007 - Giovanni Bua - espresso.repubblica.it
«In attesa di nuovi strumenti impariamo a difenderci dagli hacker». «Tenere fuori i cattivi». Questa la missione dei guardiani del web, alle prese con la protezione di una mole di informazioni e una quantità di accessi sempre maggiore.

E di «cattivi» sempre più organizzati. Questa la preoccupazione di utenti, aziende, pubbliche amministrazioni, che sempre più affidano a internet informazioni sensibili e transazioni economiche. Questo il tema del convegno di ieri al parco tecnologico di Pula, organizzato dal dipartimento di energia elettrica ed elettronica dell'università di Cagliari con la collaborazione di Sardegna ricerche.
Presenti esperti del settore (Ibm e Associazione italiana per la sicurezza informatica), rappresentanti delle istituzioni e delle imprese. Punto caldo: la sicurezza informatica e la protezione dei dati sensibili.
«In un momento in cui una gran mole di dati sensibili è presente in rete - spiega Lucio Forestieri di Sardegna It - la sicurezza informatica, e ancor di più la giusta percezione del rischio, diventa fondamentale. Basti pesare alle reti tematiche come quella del sistema sanitario, o a quello delle scuole, che la Regione sta allestendo. Questo significa che in primo grado è necessario curare l'identificazione e l'autorizzazione all'accesso in maniera massiccia. E in secondo luogo che bisogna capire che rischio corrono queste informazioni, e premunirsi di conseguenza».
Il che vuol dire investimenti e risorse, con l'aiuto del parco tecnologico di Pula e di studi informatici che nell'isola raggiungono punte di eccellenza mondiale: «Il livello attuale di sicurezza non è del tutto soddisfacente - spiega Forestieri - ma entro un anno migliorerà notevolmente. Soprattutto con soluzioni, organizzative e tecnologiche, che gestiscano meglio l'identità digitale, la chiave di accesso a tutti i dati».
Ma a questo vanno affiancati una serie di «buoni comportamenti», che ogni utente e azienda deve imparare a tenere quando naviga in internet: «Internet è un luogo complesso e difficile - spiega Paola Tamburini della divisione di Ibm dedicata alla sicurezza - e l'hacker poeta che forza i sistemi per gioco non esiste più. Esisitono organizzazioni criminali che negli Usa hanno un giro di affari superiore ai cartelli della droga. Quindi quando si naviga prima di tutto bisogna imparare a comportarsi. Con una serie di piccoli accorgimenti che sono gli stessi che applichiamo per la nostra sicurezza quando siamo magari in un quatriere della città poco sicuro. Ad esempio non usare mai la stessa password per diverse cose (posta elettronica e magari conto in banca) o non tenerla salvata nel computer in un file di testo. Non aprire mai un file di cui non si conosce la provenienza, aggiornare costantemente i propri antivirus e firewall, fare sempre copie di backup dei propri dati. Essere diffidenti insomma, e sempre con le antenne alzate. A questo si affianca l'aiuto delle case produttrici di hardware e software. E di podotti come gli Ids, gli intrusion detection sistem, che superano il concetto di antivirus e firewall, e controllano accessi alla rete o al pc, e individuano le falle del software che gli hacker usano per entrare nei sistemi. Reagire non è più sufficiente. E' necessario prevenire».
«A questo deve mirare la ricerca - spiega Fabio Roli dell'università di Cagliari - i progetti in campo sono tanti, come l'uso della biometria nel controllo degli accessi, nuovi metodi per eliminare le intrusioni, e per filtare lo spam. Le aziende che operano nell'isola e l'univeristà di Cagliari sono all'avanguardia. La sfida è difficile, ma il processo è iniziato e non si può più fermare. E noi faremo tutto il possibile per farci trovare pronti».

Fonti online: I nuovi guardiani di internet, espresso.repubblica.it