CyberRoad, la lotta al crimine e al terrorismo informatico passa dall’università di Cagliari

18/07/2014 - Mario Frongia - Unicanews magazine
Gli specialisti del PraLab sono guidati da Fabio Roli. L’ateneo è capofila di un progetto biennale di ricerca contro le attività illecite, finanziato con un milione trecentomila euro, che coinvolge venti paesi europei. Seicentomila profili facebook manomessi ogni giorno, circa 500 miliardi di dollari da attività illecite sul web con 18 vittime al secondo.
 
Vanno a caccia di bari. Ladri e truffatori del web. Impostori dei social. Trafugatori di password. Una guerra tutto campo. Con in testa il team di Fabio Roli. Dal dipartimento di Ingegneria elettrica ed elettronica arriva la sfida del millennio: informatica ai raggi ics. Tra ricerca, studi, didattica avanzata, competenze qualificate.

Al centro, CyberROAD. Il meeting di presentazione si è tenuto nel cuore della città. Moquette, acqua minerale, qualche pasticcino per accompagnare gli specialisti del settore. Il bersaglio? La messa a punto di un progetto con un duplice obiettivo: redigere il Piano di ricerca Europea sui crimini e gli atti di terrorismo informatici, da un lato. Dall’altro, rimarcare una leadership accademica di alto profilo. Premesso che l’intera ricerca è finanziata dalla Commissione Europea, settimo programma quadro, gli esperti del PRA Lab guidati dal professor Roli, coordinano un team di venti partner internazionali.
Da qui, una ricaduta con visibilità e crediti scientifici di pregio internazionale per l’accademia. Assieme al raggiungimento di una dimensione - accademica e di ricerca - sempre più marcata. I numeri parlano chiaro. Cinquecento miliardi di euro l’anno è la stima dei danni e delle truffe che nascono da attività illecite sul web. Sono seicentomila i profili facebook manomessi ogni giorno, oltre cinquecento milioni le vittime, 18 al secondo. Dati spaventosi. Anche da questi scenari, matura la risposta rapida e perentoria dei Paesi dell’Unione Europea.

Non a caso il progetto di ricerca dura due anni e coinvolge aziende, università, istituti di ricerca e forze dell’ordine. Finanziato dalla Commissione Europea con un milione trecentomila euro, ha come capofila l’Università di Cagliari. Un altro tassello prezioso sia sul fronte della ricerca innovativa, sia per quanto riguarda la reputazione e la credibilità internazionale degli studiosi del nostro ateneo. “Abbiamo maturato competenze e filiere di studio che sono state apprezzate in diversi consessi. Proseguiamo su questa strada sapendo che ogni giorno l’asticella si solleva: le attività illecite, nei tempi e nei modi, ampliano di continuo il loro raggio d’azione. Per noi la partita è sempre aperta. Un consiglio agli utenti? Massima cautela e verifica continua dei propri apparati”. Fabio Roli incrocia i cronisti, rilancia temi che evidenziano la comunità accademica cagliaritana, promuove la cooperazione internazionale: “Essere coesi è il primo e fondamentale passo per combattere al meglio i sistemi illegali”. Insomma, partita aperta. Con risposte immediate.

Alla due giorni di lavori coordinati dal PraLab dell’università di Cagliari, hanno preso parte Cefriel Forcing innovation (Italia), CyberDefcon (Inghilterra), Demokritos National Centre for Scientific Research (Grecia), FORTH Institute of Computer Science (Grecia), Ministério da Justiça (Portogallo), Ministry of National Defence (Grecia), Indra (Spagna), INOV Inesc Inovação (Portogallo), McAfee (Inghilterra), MELANI Reporting and analysis Centre for Information Assurance (Svizzera), Nask (Polonia), Poste Italiane (Italia), PROPRS Professional Probabilistic Risk Solutions (Inghilterra), Royal Holloway Università di Londra (Inghilterra), SBA Research (Austria), Security Matters (Olanda), SUPSI Scuola Universitaria Professionale della Svizzera Italiana (Svizzera), Technische Universitaet Darmstadt (Germania) e Vitrociset (Italia).
 
Fonti online: