Riconoscimento di falsi da impronte digitali e volti

Uno degli argomenti di punta della divisione Biometria del PRA Lab è la “liveness detection”, ovvero il riconoscimento di falsi da impronte digitali e volti.

Delle due biometrie, quella senza dubbio più “sfidante” è l’impronta digitale. Abbiamo infatti visto che con semplici metodi e materiali è possibile riprodurre solchi e creste di un utente realizzando “dita artificiali” le cui caratteristiche sono simili in tutto a quelle della pelle umana. Tali falsi sono in grado di “ingannare” un sensore elettronico per impronte digitali ed anche “confondere” il sistema. Quindi un individuo abile nel localizzare e replicare un’impronta lasciata su un tavolo od un bicchiere può rivelarsi, in futuro, un potenziale pericolo per i sistemi di impronte digitali.

A questo scopo il PRA Lab lavora dal 2006 al problema del rilevamento di falsi, proponendo diversi algoritmi che per prestazioni di riconoscimento si pongono nel panorama dello stato dell’arte. Il PRA Lab organizza, con la collaborazione della Clarkson University, inoltre la Fingerprint Liveness Detection Competition, nota come “LivDet”, giunta nel 2013 alla sua terza edizione ed ospitata nel rapporto sui risultati da prestigiose conferenze internazionali. LivDet è onorata dalla partecipazione di numerose accademie e gruppi industriali che mettono alla prova i loro algoritmi e sistemi di riconoscimento di falsi. Il PRA Lab ha anche sviluppato una demo sul riconoscimento di impronte false che è stata presentata alla International Conference on Biometrics (2013) – Spoofing challenge, dove diversi partecipanti hanno accolto la sfida ed hanno tentato di “ingannarlo” portando i propri falsi.  

Grazie alla cooperazione con il Raggruppamento Carabinieri Investigazioni Scientifiche dell’Arma dei Carabinieri, il PRA Lab ha sviluppato un tool per l’elaborazione di impronte digitali latenti, nel quale sono stati implementati anche algoritmi per il riconoscimento delle falsificazioni.

Infine, il PRA Lab si è occupato di riconoscimento di falsi da volti (mediante fotografie o video), sviluppando un’ulteriore demo sull’argomento.

   
Immagini di impronte digitali da dito non artificiale e dito
artificiale. Le due immagini sono indistinguibili.

Un possibile modo di falsificare un’impronta digitale.

Uno dei metodi proposti dal PRA Lab basato sulla
definizione di “power spectrum”.
In primo piano, le dita artificiali sviluppate nel PRA Lab
alla ICB 2013 – Spoofing Challenge. Sullo sfondo, la
finestra del prototipo di riconoscimento di impronte
digitali integrato con l’algoritmo di “fingerprint liveness
detection”sviluppato dal PRA Lab.