Il PRA Lab nella stampa italiana

Leggi anche gli articoli della stampa internazionale

04/12/2013 - Maria Sciola - comunecagliarinews.it
Avviato nell'Ateneo isolano il progetto di ricerca Europeo nell’ambito della Classificazione e Ricerca di Documenti, Immagini e Video tramite un sistema informatico avanzato.

02/12/2013 - Unica.it
Il team di MAVEN durante l’incontro che ha sancito il via al progetto (sede: azienda Xtream, Madrid). In prima fila a destra il prof. Roli (direttore del laboratorio PRA Lab, che rappresenta l’Università di Cagliari in questo progetto) e a sinistra l’ing. Davide Ariu, (ricercatore all’interno dello stesso laboratorio e Project manager di MAVEN per il PRA Lab).

20-11-2013 - Antonio Cau, Cristian Milia, Matteo Mauri, Davide Ariu - Linux Pro, Novembre 2013
Lo smartphone che tenete in tasca è in pericolo, lo sapete? Ma noi vi diciamo come metterlo in sicurezza, non vi preoccupate. In questo articolo parliamo di Mobile Botnet, ovvero reti di dispositivi mobili infettati da software malevolo che rende tali dispositivi controllabili da remoto. Nella seconda parte dell’articolo presenteremo Secure Barcode Scanner, un’applicazione per la piattaforma Android pensata per prevenire gli attacchi ai dispositivi mobili veicolati tramite QR Code...

15/11/2013 - Ansa.it
Una tecnica per evitare trucchi e frodi. Una nuova tecnologia impedisce di usare un'impronta digitale finta, ad esempio di plastica, per frodare i sistemi di riconoscimento delle impronte digitali: il sistema è stato messo a punto da un gruppo dell'università di Cagliari nell'ambito di un progetto europeo sui sistemi di sicurezza biometrici.

11/11/2013 - Clickus.it
Aprire la porta con le proprie impronte digitali, mettere l’allarme con la propria voce, aprire la cassaforte con un occhio, anzi, con l’iride dell’occhio. Se questi sistemi vi sembrano futuristici e quindi certamente infallibili, sbagliate di grosso.

5/11/2013 - La Nuova Sardegna
CAGLIARI. Una nuova tecnologia impedisce di usare un’impronta digitale finta, ad esempio di plastica, per frodare i sistemi di riconoscimento delle impronte digitali: il sistema è stato messo a punto da un gruppo dell’università di Cagliari nell’ambito di un progetto europeo sui sistemi di sicurezza biometrici.

3/11/2013 - Paolo Pogliani - elettronews.com
Il consorzio Tabula Rasa a cui partecipa anche l’Università di Cagliari, grazie agli investimenti UE in ricerca e innovazione, si è impegnato a studiare l’efficacia di nuovi software di riconoscimento facciale, vocale e digitale.

4/11/2013 - almalaurea.it
L'Università di Cagliari ha partecipato al progetto europeo Tabula Rasa con un laboratorio finalizzato alla protezione dei sistemi biometrici di smartphone e tablet. Lo "spoofing" è l'impiego di pratiche di uso quotidiano, quali trucco cosmetico, fotografia, finte impronte digitali e registrazione della voce, al fine di compromettere o sabotare il funzionamento dei sistemi biometrici di smartphone e tablet.

31/10/2013 - (s.a.) - La Nuova Sardegna
L’università di Cagliari partecipa a un progetto europeo anti-spoofing. Nel consorzio “Tabula rasa” anche l’equipe del professor Fabio Roli. Dai film di fantascienza ai nuovi smartphone: i sistemi di sicurezza biometrici – l’ultimo esempio è l’impronta digitale per i telefonini – sono già qui. La tecnologia che va avanti.

27/10/2013 - Luca Tremolada - nòva n.245, Il sole 24 ore
Lo "spoofing" è l’impiego di pratiche di uso quotidiano, quali trucco cosmetico, fotografia e registrazione della voce, al fine di compromettere o sabotare il funzionamento dei sistemi biometrici.

30/10/2013 - Carmelia Ciriello - su ingnegneri.info e su tecnici.it
Finanziata dal'Ue, vi partecipano 12 organizzazioni di 7 Paesi diversi, fra cui l'Universita' di Cagliari. Negli ultimi anni, i software di sicurezza di riconoscimento facciale, vocale e digitale, si sono diffusi sui vari dispositivi, di uso ormai quotidiano, come smartphone e tablet.

23/10/2013 - www2.provincia.campobasso.it
Negli ultimi anni, abbiamo visto i software di riconoscimento facciale, vocale e digitale uscire dai film di fantascienza per materializzarsi in dispositivi reali e accessibili come smartphone e tablet.

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