Le impronte digitali ora si studiano all’Università

08/06/2007 - Mariangela Lampis - L'Unione Sarda
Accordo fra l’Ateneo e i Ris dei carabinieri: «Esperimento utile anche per le fiction». Per ricostruire le scene del crimine, analizzare le impronte digitali o un volto ripreso da una telecamera gli operatori del Ris di Cagliari, il Reparto investigazioni scientifiche dei carabinieri, potranno contare sul supporto dell’Università di Cagliari.

Militari specializzati e ricercatori del Dipartimento cagliaritano di Ingegneria elettrica ed elettronica daranno vita infatti a una forma di collaborazione nuovissima per la Sardegna, che parte dallo sviluppo della ricerca tecnologica e arriva alla tutela della sicurezza dei cittadini. A sancire l’accordo è stata la sottoscrizione, ieri mattina, nell’aula magna del Rettorato di Cagliari, della convenzione tra ateneo e Ris. La stretta di mano finale tra il rettore Pasquale Mistretta e il comandante del Raggruppamento speciale, il generale di brigata Nicola Raggetti, ha rappresentato l’ultimo istante di un conto alla rovescia che precede l’avvio operativo, e non solo formale, delle attività. Nello specifico, verranno elaborati e studiati nuovi strumenti per l’elaborazione, il riconoscimento e l’analisi computerizzata delle impronte digitali. Il gruppo universitario ha infatti sviluppato nel tempo una serie di competenze utili anche per il riconoscimento delle impronte finte e ricostruite. «Sono conoscenze che si potrebbero rivelare utili in futuro. Magari in un’ipotesi di fiction: ma non escludiamo nulla e ci prepariamo per tempo a ogni eventualità», ha detto Giovanni Delogu, comandante del nucleo del Ris di Cagliari. Davvero soddisfatto è apparso il rettore Mistretta, che ha aperto la cerimonia: «L’accordo rappresenta un’opportunità per i giovani ed è sostenuto da una sinergia con l’Arma dei carabinieri, quotidianamente a servizio della società civile». Attingere dal mondo universitario per rafforzare e qualificare il lavoro dei carabinieri: una prospettiva da tenere in altissima considerazione, come è risuonato a più voci nella sala del Rettorato. «L’Università rappresenta una risorsa molto importante e sono stati già avviati in tutta Italia accordi di questo tipo», ha sottolineato il generale Nicola Raggetti. «Si tratta inoltre di una prima opportunità per gli studenti della Sardegna di affacciarsi in questo mondo», ha aggiunto Delogu. Si allarga l’orizzonte scientifico ma rimane indiscussa la centralità del ruolo della capacità investigativa umana, aldilà delle macchine. L’avviso arriva dal comandante Delogu: «Non esiste il delitto perfetto perché non può escludersi l’esistenza dell’investigatore più che perfetto».

Fonti online: Università degli studi di Cagliari, Rassegna stampa